Teatro Carbonia: PUPO, danza contemporanea ispirata a Pinocchio
Sabato 3 aprile 2027, alle ore 20.30, il Teatro Centrale di Carbonia ospita “PUPO”, spettacolo della compagnia KOMOCO, con concept e coreografia di Sofia Nappi & Dancers.
La produzione è firmata Komoco e Sosta Palmizi. Ispirato alla figura di Pinocchio, il celebre personaggio creato da Carlo Collodi, “PUPO” non propone una semplice trasposizione della fiaba, ma utilizza il linguaggio della danza contemporanea per riflettere sul tema della crescita, della consapevolezza e della trasformazione personale.
Di cosa parla lo spettacolo PUPO?
Al centro di “PUPO” c’è il percorso di una creatura ancora incompleta, curiosa e impulsiva, che cerca di capire il mondo e, allo stesso tempo, di capire sé stessa. Come Pinocchio, il protagonista attraversa un processo di trasformazione nel quale ogni incontro diventa un’occasione di scoperta.
La crescita viene raccontata come un continuo mettersi alla prova: nella relazione con gli altri, nel confronto con i propri limiti e nella capacità di riconoscere i propri errori.
Perché PUPO è ispirato a Pinocchio?
La figura di Pinocchio diventa il punto di partenza per raccontare qualcosa di più universale. La marionetta che sogna di diventare bambino rappresenta infatti il desiderio di cambiare, migliorare e diventare una versione più consapevole di sé stessi.
“PUPO” si allontana però da una narrazione didascalica della fiaba. Non cerca di ripercorrerne semplicemente gli episodi, ma ne utilizza i temi fondamentali per costruire un viaggio fisico ed emotivo. La trasformazione del burattino diventa così metafora della crescita umana.
Crescere significa anche sbagliare
Nel suo percorso il protagonista incontra tentazioni, manipolazioni e difficoltà. Sono esperienze che lo costringono a confrontarsi con le proprie debolezze e con la possibilità di commettere errori.
Lo spettacolo suggerisce però che crescere non significa diventare perfetti. Significa piuttosto imparare a riconoscere i propri limiti, accettarli e, quando possibile, perdonarsi. La gentilezza e il perdono diventano quindi strumenti fondamentali nel percorso di trasformazione.
Il ruolo delle figure guida
Come nella storia di Pinocchio, anche in “PUPO” assumono particolare importanza le figure che accompagnano il protagonista durante il suo percorso. Sono presenze che orientano, proteggono o mettono alla prova. Il rapporto con queste figure diventa parte integrante della crescita e contribuisce a costruire una maggiore consapevolezza di sé e del mondo.
PUPO come metafora della trasformazione
La storia della marionetta diventa simbolo di un tentativo continuo di evoluzione. In questo senso, “PUPO” parla non soltanto dell’infanzia, ma di un processo che accompagna l’intera vita.
Il desiderio di diventare una versione migliore di sé stessi convive con la necessità di non perdere completamente quella parte impulsiva, curiosa e giocosa che caratterizza l’infanzia. È proprio questa tensione tra crescita e libertà a diventare uno degli elementi centrali dello spettacolo.

