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SUMMARY:BenEssere a Carbonia: manifestazione olistica alla Grande Miniera di Serbariu
DESCRIPTION:Sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre 2026\, a partire dalle ore 10.00\, lo spazio Coworking della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia ospiterà BenEssere\, una manifestazione olistica dedicata alla cura della persona\, all’equilibrio interiore e alla ricerca di uno stile di vita più consapevole. \n\nPer due giornate\, il pubblico potrà avvicinarsi a discipline\, pratiche e percorsi orientati al benessere fisico\, mentale ed emozionale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di incontro tra operatori\, professionisti\, appassionati e visitatori interessati a conoscere approcci diversi alla salute\, alla crescita personale e all’armonia tra corpo e mente. \n\n \n\nLa manifestazione offrirà un’occasione per scoprire il mondo olistico in un contesto accogliente e partecipativo\, favorendo il confronto\, la condivisione di esperienze e la conoscenza di nuove pratiche per il benessere quotidiano. \n\nLa suggestiva cornice della Grande Miniera di Serbariu\, luogo simbolo della storia di Carbonia\, renderà l’evento ancora più particolare\, unendo il patrimonio industriale della città a una proposta contemporanea dedicata alla qualità della vita.
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SUMMARY:Cinema a Carbonia: Zustìssia alla Fabbrica del Cinema\, il film sulla storia di Beniamino Zuncheddu
DESCRIPTION:Il 1 novembre 2026\, la Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema\, negli spazi della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia\, ospita Zustìssia\, opera prima del regista Francesco Piras dedicata alla vicenda giudiziaria di Beniamino Zuncheddu e alla lunga battaglia che ha portato alla revisione del processo e alla sua assoluzione. \nIl film sarà proposto in questa giornata alle ore 17.00.  \n\nDi cosa parla il film Zustìssia?\nLa storia prende avvio nel 1991\, quando un triplice omicidio commesso sui monti del Sud Sardegna conduce alla condanna di Beniamino Zuncheddu. Venticinque anni più tardi\, un giovane avvocato decide di impegnarsi per ottenere la revisione del processo e restituirgli la libertà. \nLa battaglia giudiziaria prosegue fino alla revisione del processo e all’assoluzione di Zuncheddu il 26 gennaio 2024\, dopo 33 anni di detenzione. \nTratto dal libro Io sono innocente\, scritto da Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu\, Zustìssia affronta la vicenda attraverso il linguaggio del cinema d’inchiesta e dell’impegno civile\, senza limitarsi alla ricostruzione giudiziaria. Al centro del racconto emergono anche l’amicizia\, gli affetti\, la ricerca della verità e il profondo legame con la Sardegna e con quelle montagne dalle quali Beniamino è rimasto lontano per gran parte della propria vita. \n\nChi sono il regista e gli attori di Zustìssia?\nZustìssia è diretto da Francesco Piras e ha una durata di 1 ora e 51 minuti. \nIl cast comprende Michele Riondino\, Fabrizio Ferracane\, Paola Giannini\, Jacopo Cullin\, Francesco Colella\, Geppi Cucciari e Philippine Leroy-Beaulieu. \nDove viene proiettato Zustìssia a Carbonia?\nLa proiezione si terrà presso La Fabbrica del Cinema – Sala Fabio Masala\, all’interno della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia. \nPer informazioni e prenotazioni è disponibile il numero WhatsApp 320 379 2366. Per riservare i posti è necessario inviare un messaggio indicando nome\, numero di posti e spettacolo scelto.
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SUMMARY:Cinema a Carbonia: Dal Nulla\, thriller psicologico di Joe Juanne Piras
DESCRIPTION:Dal 6 all’8 novembre 2026 CineCarbonia propone “Dal Nulla”\, thriller psicologico diretto da Joe Juanne Piras\, in programmazione alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema\, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia. \nIl film\, della durata di 1 ora e 42 minuti\, vede nel cast Selene Caramazza\, Riccardo Lai\, Lucho Velasco e Syama Rayner. \nLa programmazione è stata aggiornata con una nuova proiezione prevista per venerdì 6 novembre alle ore 17.00\, che si aggiunge agli spettacoli di sabato 7 novembre alle 21.10 e domenica 8 novembre alle 17.00. \n\nDi cosa parla Dal Nulla?\nLa storia è ambientata in un piccolo paese di montagna della Sardegna. Una bambina scompare e\, poco dopo\, una giovane donna viene trovata senza vita nel bosco. Da questo momento prende avvio un’indagine che non riguarda soltanto ciò che è accaduto\, ma anche ciò che i personaggi hanno cercato di dimenticare. \nLa protagonista\, Sara\, è una scrittrice di successo che decide di tornare nella casa della propria infanzia per cercare di capire cosa si nasconde dietro gli eventi che hanno sconvolto la comunità. Il ritorno nei luoghi del passato\, però\, riapre ferite che sembravano chiuse e la costringe a confrontarsi con ricordi\, paure e verità rimaste sepolte. \nDal Nulla è un thriller psicologico\nIl film costruisce la tensione non soltanto attraverso il mistero della scomparsa e della morte\, ma soprattutto attraverso il rapporto tra memoria e identità. La ricerca della verità diventa anche una ricerca interiore. \nSara è costretta a ripercorrere luoghi e momenti della propria infanzia\, mentre il confine tra ciò che ricorda e ciò che ha rimosso diventa sempre più fragile. Il paesaggio sardo contribuisce a creare un’atmosfera sospesa\, nella quale isolamento\, silenzio e tensione psicologica diventano parte integrante del racconto. \n\nQuando vedere Dal Nulla a CineCarbonia?\nLa programmazione aggiornata prevede tre spettacoli: \nVenerdì 6 novembre 2026 alle ore 17.00\nSabato 7 novembre 2026 alle ore 21.10\nDomenica 8 novembre 2026 alle ore 17.00 \nQuanto costano i biglietti?\nIl biglietto intero costa 7 euro\, mentre il ridotto è disponibile a 5 euro. \nPer informazioni e prenotazioni è possibile inviare un messaggio WhatsApp al numero 320 379 2366\, indicando nome\, numero di posti e spettacolo scelto.
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SUMMARY:Cinema a Carbonia: NAZA\, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor sui sistemi di sorveglianza e targeting a Gaza
DESCRIPTION:Dal 6 alL’8 novembre “NAZA”\, il documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor è in programmazione alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema\, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia. \nIl film affronta uno dei temi più complessi e controversi della guerra a Gaza: il rapporto tra tecnologia\, intelligence\, individuazione dei bersagli\, responsabilità individuale e conseguenze delle operazioni militari sulla popolazione civile. \nAttraverso testimonianze anonime di militari e membri dell’intelligence israeliana\, “NAZA” ricostruisce dall’interno le procedure utilizzate per identificare obiettivi e pianificare gli attacchi. Il documentario è costruito attorno a interviste realizzate di notte sui tetti di Tel Aviv e porta sullo schermo le testimonianze di 24 ufficiali e soldati israeliani. \n\nDi cosa parla NAZA?\n“NAZA” indaga i sistemi attraverso i quali vengono raccolte informazioni\, individuati i bersagli e valutate le conseguenze potenziali degli attacchi nella Striscia di Gaza. Il film non si concentra soltanto sulla tecnologia utilizzata\, ma soprattutto sulle persone che operano all’interno di questi sistemi. \nLe testimonianze anonime permettono di entrare nei meccanismi decisionali e nelle procedure attraverso cui intelligence\, sorveglianza e pianificazione militare si trasformano in azioni concrete. Ne emerge una riflessione più ampia sulla distanza tra una decisione presa attraverso dati\, algoritmi e procedure e le sue conseguenze nella vita reale. \nIl titolo richiama un termine utilizzato nel linguaggio militare israeliano per indicare la stima dei civili che potrebbero essere uccisi durante un attacco contro un determinato obiettivo. Il documentario utilizza questo concetto come punto di partenza per interrogarsi su cosa accade quando la vita umana viene trasformata in un parametro numerico all’interno di un processo decisionale. \nÈ proprio questo passaggio tra numero\, tecnologia e responsabilità a rappresentare uno dei nuclei centrali del film. \n\nChi sono Yuval Abraham e Rachel Szor?\nYuval Abraham e Rachel Szor sono giornalisti e cineasti israeliani. Entrambi hanno partecipato alla realizzazione di “No Other Land”\, documentario premiato con l’Oscar nel 2025. Con “NAZA” proseguono il loro lavoro di indagine attraverso cinema\, giornalismo e testimonianza diretta. \nIl film è stato presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026\, dove ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria. \nQuando vedere NAZA a Carbonia?\n“NAZA” sarà proiettato alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema\, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia\, nei seguenti giorni e orari: \nVenerdì 6 novembre — ore 19:30\nSabato 7 novembre — ore 18:00\nDomenica 8 novembre — ore 19:30\n\nINFO E PRENOTAZIONI\nWhatsApp: 320 379 2366\n\nLa durata indicata per la programmazione di CineCarbonia è di 1 ora e 17 minuti.
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SUMMARY:Cinema a Carbonia: NAZA\, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor sui sistemi di sorveglianza e targeting a Gaza
DESCRIPTION:Dal 6 all’8 novembre “NAZA”\, il documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor è in programmazione alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema\, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia . \nIl film affronta uno dei temi più complessi e controversi della guerra a Gaza: il rapporto tra tecnologia\, intelligence\, individuazione dei bersagli\, responsabilità individuale e conseguenze delle operazioni militari sulla popolazione civile . \nAttraverso testimonianze anonime di militari e membri dell’intelligence israeliana\, “NAZA” ricostruisce dall’interno le procedure utilizzate per identità obiettivi e obiettivi gli attacchi. Il documentario è costruito attorno a interviste realizzate di notte sui tetti di Tel Aviv e porta sullo schermo le testimonianze di 24 ufficiali e soldati israeliani. \n\nDi cosa parla NAZA?\n“NAZA” indaga i sistemi attraverso le quali vengono raccolte informazioni\, individuati i bersagli e valuta le conseguenze potenziali degli attacchi nella Striscia di Gaza. Il film non si concentra soltanto sulla tecnologia utilizzata\, ma soprattutto sulle persone che funzionano all’interno di questi sistemi. \nLe testimonianze anonime permettono di entrare nei meccanismi decisionali e nelle procedure attraverso cui intelligence\, sorveglianza e pianificazione militare si trasformano in azioni concrete. Ne emerge una riflessione più ampia sulla distanza tra una decisione presa attraverso dati\, algoritmi e procedure e le sue conseguenze nella vita reale. \nIl titolo richiama un termine utilizzato nel linguaggio militare israeliano per indicare la stima dei civili che potrebbero essere uccisi durante un attacco contro un determinato obiettivo. Il documentario utilizza questo concetto come punto di partenza per interrogarsi su cosa accade quando la vita umana viene trasformata in un parametro numerico all’interno di un processo decisionale. \nÈ proprio questo passaggio tra numero\, tecnologia e responsabilità a rappresentare uno dei nuclei centrali del film. \n\nChi sono Yuval Abraham e Rachel Szor?\nYuval Abraham e Rachel Szor sono giornalisti e cineasti israeliani. Entrambi hanno partecipato alla realizzazione di “No Other Land” \, documentario premiato con l’Oscar nel 2025. Con “NAZA” proseguono il loro lavoro di indagine attraverso cinema\, giornalismo e testimonianza diretta. \nIl film è stato presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026 \, dove ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria . \nQuando vedere NAZA a Carbonia?\n“NAZA” sarà proiettato alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema \, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia \, nei seguenti giorni e orari: \nSabato 7 novembre — ore 18:00\nDomenica 8 novembre — ore 19:30\n\nINFO E PRENOTAZIONI\nWhatsApp: 320 379 2366\n\nLa durata indicata per la programmazione di CineCarbonia è di 1 ora e 17 minuti .
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SUMMARY:Sport a Carbonia - Basket Serie C: Miners Carbonia vs SEF Torres
DESCRIPTION:Sabato 7 novembre 2026\, alle ore 18.30\, torna il campionato di Serie C di basket con la sfida tra Scuola Basket Carbonia e SEF Torres. \nUn nuovo appuntamento con la pallacanestro a Carbonia\, con la formazione di casa pronta ad affrontare la squadra sassarese in una gara che porterà sul parquet intensità\, agonismo e passione sportiva. \n \nIl Palazzetto dello Sport di via delle Cernitrici ospiterà una serata dedicata allo sport e al sostegno della squadra cittadina. La partita rappresenta un’altra tappa della stagione di Serie C per la Scuola Basket Carbonia e un’occasione per tifosi\, appassionati e famiglie di seguire dal vivo la squadra cittadina e sostenerla dagli spalti.
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SUMMARY:Cinema a Carbonia: Dal Nulla\, thriller psicologico di Joe Juanne Piras
DESCRIPTION:Dal 6 all’8 novembre 2026 CineCarbonia propone “Dal Nulla”\, thriller psicologico diretto da Joe Juanne Piras \, in programmazione alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema\, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia . \nIl film\, della durata di 1 ora e 42 minuti \, vede nel cast Selene Caramazza\, Riccardo Lai\, Lucho Velasco e Syama Rayner . \nLa programmazione è stata aggiornata con una nuova proiezione prevista per venerdì 6 novembre alle ore 17.00 \, che si aggiunge agli spettacoli di sabato 7 novembre alle 21.10 e domenica 8 novembre alle 17.00 . \n\nDi cosa parla Dal Nulla?\nLa storia è ambientata in un piccolo paese di montagna della Sardegna. Una bambina scompare e\, poco dopo\, una giovane donna viene trovata senza vita nel bosco. Da questo momento prende avvio un’indagine che non riguarda soltanto ciò che è accaduto\, ma anche ciò che i personaggi hanno cercato di dimenticare. \nLa protagonista\, Sara \, è una scrittrice di successo che decide di tornare nella casa della propria infanzia per cercare di capire cosa si nasconde dietro gli eventi che hanno sconvolto la comunità. Il ritorno nei luoghi del passato\, però\, riapre ferite che sembravano chiuse e la costringe a confrontarsi con ricordi\, paure e verità rimaste sepolte. \nDal Nulla è un thriller psicologico\nIl film costruisce la tensione non soltanto attraverso il mistero della scomparsa e della morte\, ma soprattutto attraverso il rapporto tra memoria e identità. La ricerca della verità diventa anche una ricerca interiore. \nSara è costretta a ripercorrere luoghi e momenti della propria infanzia\, mentre il confine tra ciò che ricorda e ciò che ha rimosso diventa sempre più fragile. Il paesaggio sardo contribuisce a creare un’atmosfera sospesa\, nella quale isolamento\, silenzio e tensione psicologica diventano parte integrante del racconto. \n\nQuando vedere Dal Nulla a CineCarbonia?\nLa programmazione aggiornata prevede tre spettacoli: \nSabato 7 novembre 2026 alle ore 21.10 \nDomenica 8 novembre 2026 alle ore 17.00 \nQuanto costano i biglietti?\nIl biglietto intero costa 7 euro \, mentre il ridotto è disponibile a 5 euro . \nPer informazioni e prenotazioni è possibile inviare un messaggio WhatsApp al numero 320 379 2366 \, indicando nome\, numero di posti e spettacolo scelto .
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SUMMARY:Sport a Carbonia: Carbonia Calcio contro il Barbusi
DESCRIPTION:L’8 novembre\, dalle ore 15:00 il campionato di calcio del Carbonia. Presso lo Stadio Comunale Carlo Zoboli di Carbonia ospita la partita del Campionato di 2^ Categoria\, Girone B tra il Carbonia Calcio e il Barbusi. \nL’incontro rappresenta un appuntamento importante per la squadra di casa in un pomeriggio di sport allo stadio cittadino. \nLa gara offre l’occasione per sostenere il Carbonia Calcio dal vivo\, vivere l’atmosfera dello stadio e partecipare a un evento calcistico della squadra locale.
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SUMMARY:Cinema a Carbonia: NAZA\, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor sui sistemi di sorveglianza e targeting a Gaza
DESCRIPTION:Dal 6 all’8 novembre “NAZA”\, il documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor è in programmazione alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema\, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia . \nIl film affronta uno dei temi più complessi e controversi della guerra a Gaza: il rapporto tra tecnologia\, intelligence\, individuazione dei bersagli\, responsabilità individuale e conseguenze delle operazioni militari sulla popolazione civile . \nAttraverso testimonianze anonime di militari e membri dell’intelligence israeliana\, “NAZA” ricostruisce dall’interno le procedure utilizzate per identità obiettivi e obiettivi gli attacchi. Il documentario è costruito attorno a interviste realizzate di notte sui tetti di Tel Aviv e porta sullo schermo le testimonianze di 24 ufficiali e soldati israeliani. \n\nDi cosa parla NAZA?\n“NAZA” indaga i sistemi attraverso le quali vengono raccolte informazioni\, individuati i bersagli e valuta le conseguenze potenziali degli attacchi nella Striscia di Gaza. Il film non si concentra soltanto sulla tecnologia utilizzata\, ma soprattutto sulle persone che funzionano all’interno di questi sistemi. \nLe testimonianze anonime permettono di entrare nei meccanismi decisionali e nelle procedure attraverso cui intelligence\, sorveglianza e pianificazione militare si trasformano in azioni concrete. Ne emerge una riflessione più ampia sulla distanza tra una decisione presa attraverso dati\, algoritmi e procedure e le sue conseguenze nella vita reale. \nIl titolo richiama un termine utilizzato nel linguaggio militare israeliano per indicare la stima dei civili che potrebbero essere uccisi durante un attacco contro un determinato obiettivo. Il documentario utilizza questo concetto come punto di partenza per interrogarsi su cosa accade quando la vita umana viene trasformata in un parametro numerico all’interno di un processo decisionale. \nÈ proprio questo passaggio tra numero\, tecnologia e responsabilità a rappresentare uno dei nuclei centrali del film. \n\nChi sono Yuval Abraham e Rachel Szor?\nYuval Abraham e Rachel Szor sono giornalisti e cineasti israeliani. Entrambi hanno partecipato alla realizzazione di “No Other Land” \, documentario premiato con l’Oscar nel 2025. Con “NAZA” proseguono il loro lavoro di indagine attraverso cinema\, giornalismo e testimonianza diretta. \nIl film è stato presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026 \, dove ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria . \nQuando vedere NAZA a Carbonia?\n“NAZA” sarà proiettato alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema \, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia \, nei seguenti giorni e orari: \nDomenica 8 novembre — ore 19:30\n\nINFO E PRENOTAZIONI\nWhatsApp: 320 379 2366\n\nLa durata indicata per la programmazione di CineCarbonia è di 1 ora e 17 minuti .
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SUMMARY:Teatro Carbonia: Sconcerto d'amore - circo\, musica e comicità
DESCRIPTION:Domenica 8 novembre 2026\, alle ore 20.30\, il Teatro Centrale di Carbonia ospita “Sconcerto d’amore” \, spettacolo della Compagnia Nando e Maila che unisce circo contemporaneo\, musica dal vivo\, teatro\, comicità e acrobazia in una originale storia d’amore. \nProtagonisti sono Ferdinando D’Andria e Maila Sparapani \, autori e interpreti di uno spettacolo nel quale il rapporto di una coppia in perenne disaccordo diventa il punto di partenza per costruire una sorprendente orchestra fatta di strumenti musicali\, oggetti quotidiani\, strutture circensi e numeri acrobatici. \n\nDi cosa parla Sconcerto d’amore?\n“Sconcerto d’amore” racconta una relazione sentimentale attraverso il linguaggio della musica e del circo contemporaneo. I due protagonisti si confrontano\, litigano\, si rincorrono e cercano continuamente un equilibrio\, trasformando le loro divergenze in una successione di situazioni comiche e imprevedibili. \nSul palcoscenico prende progressivamente forma una vera e propria orchestra “impossibile” : gli oggetti diventano strumenti\, le strutture aeree entrano nella composizione musicale e le acrobazie si intrecciano con giocolerie sonore e continui cambi di ritmo. \nLo spettacolo attraversa generi musicali diversi\, passando dalla musica classica al rock \, e utilizza il suono come parte integrante della narrazione. Musica\, teatro e movimento non sono quindi elementi separati\, ma contribuiscono insieme a raccontare il rapporto tra i due protagonisti. \nAnche il pubblico viene progressivamente coinvolto in un crescendo di comicità\, musica ed emozioni\, fino a un finale nel quale le dissonanze che hanno caratterizzato la relazione della coppia trovano finalmente una nuova armonia attraverso una suggestiva e poetica sequenza aerea. \n\nChi sono Nando e Maila?\nLa Compagnia Nando e Maila \, fondata nel 1997 \, è una delle realtà italiane che hanno contribuito alla sperimentazione e allo sviluppo del circo contemporaneo attraverso l’incontro tra diverse discipline artistiche. Sono contemporaneamente attori\, musicisti e artisti di circo . La loro ricerca nasce dall’integrazione delle diverse esperienze maturate nella musica\, nel teatro e nella danza\, sviluppando un linguaggio scenico nel quale diventa difficile tracciare un confine preciso tra concerto\, spettacolo teatrale e performance circense. \nTra gli spettacoli che compongono il repertorio della compagnia figurano “Kalinka” \, nata nel 2004\, “Sconcerto d’amore” del 2010\, “Cabaret Circense” del 2018 e “Sonata per Tubi” del 2019. Produzioni nelle quali musica\, teatro\, acrobazia e comicità incontrano dando origine a un linguaggio capace di rivolgersi a un pubblico ampio ed eterogeneo. Dal 2004 ha realizzato oltre 2.200 repliche in Italia e all’estero \, partecipando a stagioni teatrali\, rassegne e festival nazionali e internazionali\, con una media di circa cento rappresentazioni ogni anno. \nChi ha realizzato Scocerto d’amore?\nLo spettacolo è di e con Ferdinando D’Andria e Maila Sparapani \, con la collaborazione artistica di Marta Della Via e Carlo Boso . Il disegno luci e audio è di Federico Cibin \, mentre le scenografie sono firmate da Ferdinando D’Andria e Studio Sossai . La messa in scena è curata da Luca Domenicali e la produzione è della Compagnia Nando e Maila .
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Un nuovo murale di Skan apre il Carbonia Film Festival e racconta la memoria della città
DESCRIPTION:Mercoledì 11 novembre alle ore 10:00\, in Via delle Cernitrici\, presso il Palazzetto dello Sport di Carbonia\, sarà inaugurato il nuovo murale realizzato dall’artista Skan\, alla presenza dello stesso autore. \nL’intervento apre simbolicamente il Carbonia Film Festival e lascia alla città un’opera permanente\, capace di mettere in relazione arte contemporanea\, memoria collettiva e paesaggio urbano. \nDopo il precedente intervento di Camilla Falsini\, il festival torna così a lasciare una traccia visibile nel tessuto cittadino. Il nuovo lavoro di Skan prende forma sulla parete del Palazzetto dello Sport attraverso una rielaborazione del patrimonio fotografico contenuto nel catalogo “Carbonia in chiaroscuro”\, pubblicato da Envisual nel 2002. \nLe immagini e i materiali che hanno ispirato l’opera appartengono a un patrimonio documentario custodito presso la Sezione di Storia Locale del Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis (S.B.I.S.). Fotografie e frammenti della memoria della città vengono reinterpretati attraverso il linguaggio della street art\, trasformandosi in una nuova rappresentazione visiva della storia di Carbonia. \n\nChe cosa rappresenta il nuovo murale di Skan a Carbonia?\nIl murale nasce dal dialogo tra memoria fotografica e arte urbana contemporanea. Il lavoro recupera immagini legate alla storia e all’identità cittadina e le rielabora attraverso il linguaggio personale di Skan\, artista la cui ricerca è fortemente concentrata sulla scomposizione della figura umana\, sulla memoria e sul tema del falso ricordo. \nL’opera diventa così un punto di incontro tra passato e presente: una parte della memoria visiva di Carbonia viene riportata nello spazio pubblico e restituita alla città attraverso un linguaggio artistico contemporaneo. \n\nChi è Skan?\nSkan è un artista attivo tra la Sardegna\, Milano e diverse città europee. La sua attività comprende interventi di muralismo\, pittura e disegno\, con lavori realizzati su tela\, carta e legno. \nInfluenzato dalla cultura dei graffiti\, ha sviluppato nel tempo una ricerca personale sulla percezione della figura umana\, sui processi della memoria e sulle immagini che cambiano significato quando vengono ricordate\, ricostruite o reinterpretate. \nLa sua attività artistica ha raggiunto anche il contesto internazionale\, con mostre a Londra e interventi realizzati\, tra le altre città\, a Barcellona e Timișoara.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: mostra fotografica - Sguardi plurali sull'Italia plurale
DESCRIPTION:Mercoledì 11 novembre 2026\, alle ore 18.00\, il Museo del Carbone nella Grande Miniera di Serbariu a Carbonia ospita l’inaugurazione della mostra fotografica “Sguardi plurali sull’Italia plurale”\, progetto dedicato alla rappresentazione dell’Italia contemporanea attraverso lo sguardo di giovani fotografi e fotografe con retroterra migratorio. \nLa mostra rientra nel programma del Carbonia Film Festival 2026\, in calendario dall’11 al 15 novembre\, e la mostra fotografica sarà visitabile gratuitamente fino a mercoledì 18 novembre 2026. \nIl progetto è curato dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna\, insieme al centro di ricerca MemoryLab\, FIERI Torino\, Centro Servizi Culturali Carbonia-Iglesias della Società Umanitaria e ARCI nazionale. \n\nChe cos’è Sguardi plurali sull’Italia plurale?\n“Sguardi plurali sull’Italia plurale” nasce dalla constatazione che l’Italia è già oggi un Paese profondamente composito\, attraversato da storie\, origini\, culture e percorsi differenti. Nonostante questa realtà\, le rappresentazioni istituzionali e culturali continuano spesso a proporre immagini rigide\, semplificate o stereotipate dell’identità italiana. \nLa mostra nasce proprio per mettere in discussione questa narrazione. Attraverso il lavoro di 23 fotografi e fotografe under 35 con retroterra migratorio\, la fotografia diventa uno strumento di autorappresentazione\, testimonianza e costruzione di nuovi immaginari. \n\nCosa raccontano le fotografie in mostra?\nI lavori esposti attraversano linguaggi diversi\, dal reportage fotografico alla ricerca visiva\, fino all’esplorazione di archivi personali e collettivi. Il punto di partenza è il vissuto individuale\, che attraverso le immagini si trasforma in qualcosa di più ampio: memoria condivisa\, racconto sociale e testimonianza dell’Italia contemporanea. Le fotografie interrogano il modo in cui identità\, appartenenza\, memoria e rappresentazione vengono costruite. Ogni progetto propone un punto di vista differente\, contribuendo a restituire un’immagine dell’Italia più complessa\, stratificata e aderente alla società reale. \n\nChi partecipa all’inaugurazione della mostra?\nL’inaugurazione dell’11 novembre vedrà la partecipazione di Ariman Scriba\, vincitrice del concorso 2026\, e di Pietro Cingolani\, ideatore e curatore del progetto. L’incontro offrirà l’occasione per approfondire il percorso che ha portato alla nascita di “Sguardi plurali”\, il rapporto tra fotografia e identità e il ruolo delle immagini nella costruzione della memoria collettiva. \nSguardi plurali e Carbonia Film Festival 2026\nLa mostra si inserisce nel programma del Carbonia Film Festival 2026\, ampliando la riflessione del festival oltre il cinema e mettendo in relazione immagine\, società\, memoria e trasformazioni culturali. \nLa scelta del Museo del Carbone e della Grande Miniera di Serbariu aggiunge inoltre un elemento significativo: un luogo fortemente legato alla memoria del lavoro\, delle migrazioni interne e della storia sociale di Carbonia ospita oggi una mostra dedicata alle nuove forme di identità e appartenenza. \n\nQuando visitare Sguardi plurali sull’Italia plurale a Carbonia?\nLa mostra sarà inaugurata mercoledì 11 novembre 2026 alle ore 18.00 al Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu. \nSarà visitabile gratuitamente dall’11 al 18 novembre 2026\, con chiusura lunedì 16 novembre. \nGli orari di apertura sono dalle ore 10.00 alle ore 17.00. \nIngresso gratuito
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Odio gli indifferenti\, il documentario su Antonio Gramsci
DESCRIPTION:Mercoledì 11 novembre 2026\, alle ore 21.00\, il Carbonia Film Festival presenta “Odio gli indifferenti” di Marco Amenta\, documentario italiano della durata di 70 minuti\, in programma alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema di Carbonia. \nIl film propone un ritratto meno conosciuto di Antonio Gramsci\, mettendo al centro non soltanto il pensatore politico\, ma anche l’uomo\, il padre e il figlio profondamente legato alla propria famiglia. Al termine della proiezione è previsto un incontro con il regista Marco Amenta. \nL’ingresso è gratuito. \n\nDi cosa parla Odio gli indifferenti?\n“Odio gli indifferenti” parte da una dimensione spesso meno raccontata della figura di Antonio Gramsci: quella privata e familiare. Se il suo pensiero politico è stato studiato e approfondito in molteplici forme\, il documentario sceglie di entrare nel mondo degli affetti attraverso le centinaia di lettere scritte durante gli anni di prigionia fino alla morte nel 1937. \nSono parole che permettono di ricostruire un Gramsci intimo\, capace di conservare un rapporto profondo con i propri cari anche nella condizione estrema del carcere. \nLe lettere dal carcere raccontano un Gramsci diverso\nIl film utilizza le lettere come strumento privilegiato per avvicinarsi alla dimensione più personale di Gramsci. Tra i materiali evocati emergono favole della buonanotte destinate ai figli\, che non avrebbe più rivisto dopo l’arresto\, insieme a pensieri\, immagini e sogni rivolti alla madre. \nAttraverso queste parole\, “Odio gli indifferenti” mostra come il rapporto con gli affetti abbia continuato a vivere nonostante la distanza e la reclusione. La prigionia non cancella il legame con la famiglia\, ma lo trasforma in scrittura\, memoria e immaginazione. \n\nPerché il documentario sceglie il lato privato di Antonio Gramsci?\nIl punto di forza del film sta  nel cambio di prospettiva. Gramsci non viene raccontato soltanto come figura storica o intellettuale\, ma come uomo attraversato da sentimenti\, nostalgia\, responsabilità familiari e bisogno di vicinanza. \nQuesto approccio permette di restituire una figura più complessa e umana\, nella quale il pensiero e la vita privata non sono separati\, ma continuamente intrecciati. Il documentario costruisce così un ritratto nel quale la forza delle idee convive con la fragilità e l’intensità degli affetti. \nChi è Marco Amenta?\n“Odio gli indifferenti” è diretto da Marco Amenta\, regista e fotoreporter palermitano. Nel suo percorso figurano opere come “La siciliana ribelle”\, “Magic Island” e “Anna”. \n“Magic Island” ha ottenuto candidature ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento\, mentre “Anna” è stato presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2023. Con “Odio gli indifferenti”\, Amenta affronta la figura di Antonio Gramsci da una prospettiva più intima\, affidando alle lettere e alle immagini il compito di restituire il rapporto tra pensiero\, memoria e vita familiare.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: mostra fotografica - Sguardi plurali sull'Italia plurale
DESCRIPTION:Il Museo del Carbone nella Grande Miniera di Serbariu a Carbonia ospita la mostra fotografica “Sguardi plurali sull’Italia plurale”\, progetto dedicato alla rappresentazione dell’Italia contemporanea attraverso lo sguardo di giovani fotografi e fotografe con retroterra migratorio. \nLa mostra rientra nel programma del Carbonia Film Festival 2026\, in calendario dall’11 al 15 novembre\, e la mostra fotografica sarà visitabile gratuitamente fino a mercoledì 18 novembre 2026. \nIl progetto è curato dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna\, insieme al centro di ricerca MemoryLab\, FIERI Torino\, Centro Servizi Culturali Carbonia-Iglesias della Società Umanitaria e ARCI nazionale. \n\nChe cos’è Sguardi plurali sull’Italia plurale?\n“Sguardi plurali sull’Italia plurale” nasce dalla constatazione che l’Italia è già oggi un Paese profondamente composito\, attraversato da storie\, origini\, culture e percorsi differenti. Nonostante questa realtà\, le rappresentazioni istituzionali e culturali continuano spesso a proporre immagini rigide\, semplificate o stereotipate dell’identità italiana. \nLa mostra nasce proprio per mettere in discussione questa narrazione. Attraverso il lavoro di 23 fotografi e fotografe under 35 con retroterra migratorio\, la fotografia diventa uno strumento di autorappresentazione\, testimonianza e costruzione di nuovi immaginari. \n\nCosa raccontano le fotografie in mostra?\nI lavori esposti attraversano linguaggi diversi\, dal reportage fotografico alla ricerca visiva\, fino all’esplorazione di archivi personali e collettivi. Il punto di partenza è il vissuto individuale\, che attraverso le immagini si trasforma in qualcosa di più ampio: memoria condivisa\, racconto sociale e testimonianza dell’Italia contemporanea. Le fotografie interrogano il modo in cui identità\, appartenenza\, memoria e rappresentazione vengono costruite. Ogni progetto propone un punto di vista differente\, contribuendo a restituire un’immagine dell’Italia più complessa\, stratificata e aderente alla società reale. \n\nChi partecipa all’inaugurazione della mostra?\nL’inaugurazione dell’11 novembre vedrà la partecipazione di Ariman Scriba\, vincitrice del concorso 2026\, e di Pietro Cingolani\, ideatore e curatore del progetto. L’incontro offrirà l’occasione per approfondire il percorso che ha portato alla nascita di “Sguardi plurali”\, il rapporto tra fotografia e identità e il ruolo delle immagini nella costruzione della memoria collettiva. \nSguardi plurali e Carbonia Film Festival 2026\nLa mostra si inserisce nel programma del Carbonia Film Festival 2026\, ampliando la riflessione del festival oltre il cinema e mettendo in relazione immagine\, società\, memoria e trasformazioni culturali. \nLa scelta del Museo del Carbone e della Grande Miniera di Serbariu aggiunge inoltre un elemento significativo: un luogo fortemente legato alla memoria del lavoro\, delle migrazioni interne e della storia sociale di Carbonia ospita oggi una mostra dedicata alle nuove forme di identità e appartenenza. \n\nQuando visitare Sguardi plurali sull’Italia plurale a Carbonia?\nLa mostra sarà inaugurata mercoledì 11 novembre 2026 alle ore 18.00 al Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu. \nSarà visitabile gratuitamente dall’11 al 18 novembre 2026\, con chiusura lunedì 16 novembre. \nGli orari di apertura sono dalle ore 10.00 alle ore 17.00. \nIngresso gratuito
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: White Lies di Alba Zari\, memoria\, identità e ferite familiari
DESCRIPTION:Giovedì 12 novembre 2026 il Carbonia Film Festival porta alla Fabbrica del Cinema uno dei titoli in concorso dell’undicesima edizione: White Lies\, film diretto da Alba Zari e dedicato alla memoria familiare\, alla costruzione dell’identità e alle conseguenze profonde lasciate da un passato difficile da ricostruire. \nLa proiezione è in programma alle ore 18:00 nella Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema\, presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia. White Lies\, produzione italiana del 2025 della durata di 98 minuti\, partecipa al Concorso CFF11 del Carbonia Film Festival. \n\nDi cosa parla White Lies di Alba Zari?\nAl centro del film c’è la stessa Alba\, artista che utilizza la ricerca visiva come strumento per avvicinarsi a una parte della propria storia personale della quale non possiede ricordi diretti. \nLa sua vicenda ha origine all’interno dei Children of God\, movimento religioso fondato negli anni Sessanta nel quale la regista è nata e che diventa il punto di partenza per una complessa indagine familiare. \nAttraverso il dialogo con la madre e con la nonna\, Alba Zari prova a comprendere le motivazioni che portarono le due donne ad aderire a quella comunità e\, soprattutto\, le conseguenze che quelle scelte hanno prodotto nel corso delle generazioni. \n\nUn documentario tra fotografia\, memoria e ricerca personale\nCon White Lies\, Alba Zari porta nel cinema il linguaggio della propria ricerca fotografica e artistica. Il risultato è un ritratto intimo nel quale storia personale e memoria familiare diventano strumenti per interrogare il rapporto tra individuo\, appartenenza e passato. \nIl film ha ricevuto una Menzione Speciale al Festival dei Popoli. Alba Zari\, fotografa e artista visiva\, è stata inoltre selezionata come Foam Talent 2020\, ha ricevuto il Premio Graziadei ed è autrice del cortometraggio Freikörperkultur\, presentato alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Caro mondo crudele\, film in concorso
DESCRIPTION:Giovedì 12 novembre 2026 alle ore 21.00 il Carbonia Film Festival presenta “Caro mondo crudele” di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti\, in programma alla Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema di Carbonia. \nIl film\, produzione italiana del 2026 della durata di 104 minuti\, è tra i titoli del Concorso del Carbonia Film Festival 11 (CFF11)\, in programma a Carbonia dall’11 al 15 novembre 2026. Al termine della proiezione è previsto un incontro con gli autori Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti\, offrendo al pubblico l’opportunità di approfondire la genesi del film\, la costruzione dei personaggi e il racconto di una provincia italiana osservata attraverso lo sguardo dell’adolescenza. \n\nDi cosa parla Caro mondo crudele?\nLa storia è ambientata ad Albinia nel 1999. Giovanna ha dodici anni e vive in un microcosmo di provincia regolato da convenzioni\, silenzi e regole che gli adulti sembrano incapaci di spiegare fino in fondo. Suo padre non c’è più. Per riuscire a convivere con questa assenza\, Giovanna lo immagina come l’eroe di un cartone animato giapponese\, trasformando il dolore in un universo fantastico attraverso il quale interpretare ciò che la circonda. \nQuando Mirko\, il suo unico amico\, scompare\, le risposte degli adulti diventano sempre più vaghe. Giovanna decide allora di cercarlo da sola. Ad accompagnarla in questa ricerca sarà un gruppo di ragazzi che fino a quel momento apparteneva a un mondo molto diverso dal suo: una banda di bulli. \nDa questo incontro prende forma un viaggio nel quale amicizia\, paura\, perdita e bisogno di verità si intrecciano con il passaggio dall’infanzia verso una realtà più complessa. \n\nCaro mondo crudele è un film di formazione\n“Caro mondo crudele” costruisce il proprio racconto attorno a una protagonista che si trova improvvisamente costretta a confrontarsi con qualcosa che gli adulti non riescono\, o non vogliono\, raccontarle. La ricerca di Mirko diventa così anche una ricerca della verità. \nGiovanna è chiamata ad attraversare un mondo nel quale le spiegazioni semplici dell’infanzia non bastano più e nel quale le persone possono essere molto diverse dall’immagine che inizialmente mostrano. Il film si muove all’interno di una provincia concreta\, ruvida e riconoscibile\, utilizzandola non soltanto come ambientazione ma come parte integrante della crescita della protagonista. \n\nNiccolò Falsetti e Francesco Turbanti al Carbonia Film Festival\n“Caro mondo crudele” è il secondo lungometraggio di Niccolò Falsetti\, scritto insieme a Francesco Turbanti. Il film segna un nuovo capitolo della collaborazione tra i due autori grossetani\, che avevano già lavorato insieme a “Margini”\, opera prima capace di ottenere il Premio del Pubblico alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia\, oltre a due candidature ai David di Donatello e tre candidature ai Nastri d’Argento. \nCon “Caro mondo crudele”\, Falsetti e Turbanti tornano a raccontare la provincia e i suoi personaggi\, spostando però lo sguardo verso l’adolescenza\, il bisogno di appartenenza e il difficile confronto tra immaginazione e realtà. Dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma\, il film arriva a Carbonia come titolo in concorso al CFF11 – Carbonia Film Festival. \nLe musiche di Giancane e le animazioni di Zerocalcare\nUn elemento caratterizzante di “Caro mondo crudele” è l’incontro tra cinema\, musica e animazione. Le musiche originali sono firmate da Giancane\, mentre le animazioni sono realizzate da Zerocalcare. Questi linguaggi contribuiscono a dare forma all’immaginario della protagonista e al particolare equilibrio del film tra realtà quotidiana\, memoria\, fantasia e percezione infantile. \nIl ricorso all’animazione diventa particolarmente significativo nel modo in cui Giovanna ricostruisce dentro di sé la figura del padre\, trasformandolo nell’eroe di un universo fantastico capace di accompagnarla nel confronto con una realtà molto più difficile da comprendere. \nCaro mondo crudele è in concorso al Carbonia Film Festival 2026\nSì. “Caro mondo crudele” fa parte del Concorso del CFF11\, l’undicesima edizione del Carbonia Film Festival\, in programma dall’11 al 15 novembre 2026. La proiezione di Carbonia rappresenta inoltre un appuntamento speciale perché\, al termine del film\, Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti incontreranno il pubblico. \n  \nIngresso gratuito
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: mostra fotografica - Sguardi plurali sull'Italia plurale
DESCRIPTION:Il Museo del Carbone nella Grande Miniera di Serbariu a Carbonia ospita la mostra fotografica “Sguardi plurali sull’Italia plurale”\, progetto dedicato alla rappresentazione dell’Italia contemporanea attraverso lo sguardo di giovani fotografi e fotografe con retroterra migratorio. \nLa mostra rientra nel programma del Carbonia Film Festival 2026\, in calendario dall’11 al 15 novembre\, e la mostra fotografica sarà visitabile gratuitamente fino a mercoledì 18 novembre 2026. \nIl progetto è curato dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna\, insieme al centro di ricerca MemoryLab\, FIERI Torino\, Centro Servizi Culturali Carbonia-Iglesias della Società Umanitaria e ARCI nazionale. \n\nChe cos’è Sguardi plurali sull’Italia plurale?\n“Sguardi plurali sull’Italia plurale” nasce dalla constatazione che l’Italia è già oggi un Paese profondamente composito\, attraversato da storie\, origini\, culture e percorsi differenti. Nonostante questa realtà\, le rappresentazioni istituzionali e culturali continuano spesso a proporre immagini rigide\, semplificate o stereotipate dell’identità italiana. \nLa mostra nasce proprio per mettere in discussione questa narrazione. Attraverso il lavoro di 23 fotografi e fotografe under 35 con retroterra migratorio\, la fotografia diventa uno strumento di autorappresentazione\, testimonianza e costruzione di nuovi immaginari. \n\nCosa raccontano le fotografie in mostra?\nI lavori esposti attraversano linguaggi diversi\, dal reportage fotografico alla ricerca visiva\, fino all’esplorazione di archivi personali e collettivi. Il punto di partenza è il vissuto individuale\, che attraverso le immagini si trasforma in qualcosa di più ampio: memoria condivisa\, racconto sociale e testimonianza dell’Italia contemporanea. Le fotografie interrogano il modo in cui identità\, appartenenza\, memoria e rappresentazione vengono costruite. Ogni progetto propone un punto di vista differente\, contribuendo a restituire un’immagine dell’Italia più complessa\, stratificata e aderente alla società reale. \n\nChi partecipa all’inaugurazione della mostra?\nL’inaugurazione dell’11 novembre vedrà la partecipazione di Ariman Scriba\, vincitrice del concorso 2026\, e di Pietro Cingolani\, ideatore e curatore del progetto. L’incontro offrirà l’occasione per approfondire il percorso che ha portato alla nascita di “Sguardi plurali”\, il rapporto tra fotografia e identità e il ruolo delle immagini nella costruzione della memoria collettiva. \nSguardi plurali e Carbonia Film Festival 2026\nLa mostra si inserisce nel programma del Carbonia Film Festival 2026\, ampliando la riflessione del festival oltre il cinema e mettendo in relazione immagine\, società\, memoria e trasformazioni culturali. \nLa scelta del Museo del Carbone e della Grande Miniera di Serbariu aggiunge inoltre un elemento significativo: un luogo fortemente legato alla memoria del lavoro\, delle migrazioni interne e della storia sociale di Carbonia ospita oggi una mostra dedicata alle nuove forme di identità e appartenenza. \n\nQuando visitare Sguardi plurali sull’Italia plurale a Carbonia?\nLa mostra sarà inaugurata mercoledì 11 novembre 2026 alle ore 18.00 al Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu. \nSarà visitabile gratuitamente dall’11 al 18 novembre 2026\, con chiusura lunedì 16 novembre. \nGli orari di apertura sono dalle ore 10.00 alle ore 17.00. \nIngresso gratuito
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Amoramnesia\, videomapping e musica dal vivo in Piazza Roma
DESCRIPTION:Venerdì 13 novembre 2026\, alle ore 18.00\, Piazza Roma a Carbonia ospita “Amoramnesia”\, installazione audiovisiva con sonorizzazione dal vivo di Giorgio Ferrero\, realizzata in collaborazione con Rodolfo Mongitore alle musiche e Carlo Cagnasso al video. \nL’opera\, prodotta da MYBOSSWAS\, viene presentata nell’ambito del Carbonia Film Festival 2026\, in programma dall’11 al 15 novembre. \n“Amoramnesia” trasformerà la facciata del Cine Teatro Centrale di Carbonia in una grande superficie narrativa attraverso immagini provenienti dagli archivi della Società Umanitaria\, sequenze cinematografiche storiche\, elaborazioni visive e musica dal vivo. \nL’ingresso è gratuito. \n\nChe cos’è Amoramnesia\n“Amoramnesia” è un’installazione audiovisiva che riflette sul rapporto tra amore\, memoria\, assenza e cinema. Il punto di partenza è una domanda semplice e universale: \n“Che è l’amore?” \nÈ la domanda pronunciata dal personaggio interpretato da Eleonora Duse in “Cenere”\, il suo unico film\, tratto dall’opera di Grazia Deledda. Da questa domanda nasce un percorso visivo e sonoro che utilizza il cinema d’archivio per interrogarsi sulla natura dei sentimenti e sulla loro inevitabile trasformazione nel tempo. \n\nPerché Amoramnesia parla di memoria e cinema?\nIl cuore dell’opera è il rapporto tra memoria e immagine cinematografica. Il cinema nasce dalla possibilità di registrare e conservare qualcosa che\, nel momento stesso in cui viene filmato\, appartiene già al passato. \n“Amoramnesia” lavora su questo paradosso: ogni fotogramma conserva una presenza\, ma nello stesso tempo testimonia qualcosa che non è più presente. Le immagini vengono quindi rallentate\, frammentate\, dilatate e ricomposte\, trasformando materiali storici in una nuova esperienza visiva. La memoria non appare come qualcosa di stabile\, ma come un processo in continua trasformazione. \n\nQuali film vengono utilizzati nell’installazione?\nL’opera rielabora sequenze provenienti da film storici conservati negli archivi della Società Umanitaria. Tra i titoli richiamati figurano “Cenere” e “Cainà”. \nLe immagini originali vengono però sottratte alla loro forma tradizionale e trasformate attraverso il videomapping. Proiettate sulla facciata del Cine Teatro Centrale\, assumono nuove dimensioni e nuovi significati\, diventando parte dell’architettura di Piazza Roma. \nCome funziona il videomapping di Amoramnesia?\nL’opera utilizza la facciata del Cine Teatro Centrale di Carbonia come superficie di proiezione. Le immagini vengono adattate all’architettura dell’edificio\, creando un dialogo tra cinema e spazio urbano. \nFotogrammi\, figure e sequenze storiche modificano temporaneamente la percezione della facciata\, trasformandola in una grande installazione visiva. La sonorizzazione dal vivo completa l’esperienza\, costruendo un rapporto diretto tra immagini\, spazio e suono. \nPiazza Roma diventa uno spazio cinematografico\nLa scelta di Piazza Roma\, cuore urbano di Carbonia\, contribuisce a trasformare l’evento in qualcosa che va oltre la tradizionale proiezione cinematografica. Il cinema esce dalla sala e occupa lo spazio pubblico. \nIl Cine Teatro Centrale non è più soltanto il luogo nel quale vengono proiettati i film\, ma diventa esso stesso parte dell’opera. Durante il Carbonia Film Festival\, Piazza Roma si trasforma così in un luogo nel quale architettura\, cinema\, musica e memoria possono incontrarsi. \n\nQuando vedere Amoramnesia a Carbonia?\nL’inaugurazione di “Amoramnesia” è prevista per venerdì 13 novembre 2026 alle ore 18.00 in Piazza Roma a Carbonia. L’installazione resterà successivamente visibile per tutta la durata del Carbonia Film Festival\, dall’11 al 15 novembre\, accendendosi ogni sera al calar del sole.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Il primo suono\, il documentario di Andrea Mura
DESCRIPTION:Venerdì 13 novembre 2026\, alle ore 18.45\, il Cine Teatro Centrale di Carbonia ospita “Il primo suono” di Andrea Mura\, documentario italiano della durata di 20 minuti\, presentato all’interno della sezione Spazio Sardegna del Carbonia Film Festival 2026. \nIl film racconta l’incontro tra il regista Andrea Mura e Giancarlo Murranca\, percussionista e costruttore di strumenti musicali che vive in un rifugio sulla cima di una montagna in Sardegna. \nAl termine della proiezione è previsto un incontro con il regista Andrea Mura. \n\nDi cosa parla Il primo suono?\n“Il primo suono” nasce dall’incontro con Giancarlo Murranca e dal suo rapporto profondo con la musica. «Se suono sono in paradiso\, come smetto sono all’inferno». Questa frase sintetizza la centralità che il suono assume nella sua vita. \nMentre convive con l’avanzare di una malattia degenerativa\, Giancarlo decide di costruire una m’bira\, strumento musicale che potrebbe essere l’ultimo realizzato con le proprie mani. La costruzione dello strumento diventa così il centro di un racconto più ampio sulla creazione\, sul tempo e sulla capacità dell’essere umano di continuare a cercare bellezza anche quando il corpo impone nuovi limiti. \nChi è Giancarlo Murranca?\nNel film Giancarlo Murranca viene raccontato come percussionista\, artigiano e costruttore di strumenti musicali. Il suo rifugio in montagna diventa il luogo nel quale musica\, natura e vita quotidiana si incontrano. \nNon si tratta semplicemente di costruire uno strumento. Ogni gesto\, ogni suono e ogni momento di ascolto assumono un significato più profondo nel rapporto tra Giancarlo e il tempo che sta attraversando. La musica diventa una forma di resistenza personale e\, allo stesso tempo\, un modo per mantenere aperto un dialogo con il mondo. \n\nIl primo suono alterna documentario e animazione\n“Il primo suono” è definito un documentario di creazione. Andrea Mura alterna riprese dal vero e animazione per costruire un ritratto che non si limita a osservare la quotidianità del protagonista\, ma cerca di restituire anche la sua dimensione interiore. \nL’animazione permette di attraversare territori che la sola osservazione documentaria non potrebbe raccontare nello stesso modo: memoria\, immaginazione\, sensazioni e percezione del tempo. Il film si muove così continuamente tra realtà e visione.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Una die de pitzinnia\, il film su Costantino Nivola in anteprima regionale
DESCRIPTION:Venerdì 13 novembre 2026\, alle ore 18.45\, il Cine Teatro Centrale di Carbonia ospita “Una die de pitzinnia” di Vittoria Soddu\, cortometraggio italiano della durata di 20 minuti\, presentato in anteprima regionale nell’ambito di Spazio Sardegna al Carbonia Film Festival 2026. \nIl film costruisce un ritratto intimo e personale di Costantino Nivola\, tra i più importanti artisti sardi del Novecento\, attraverso materiali d’archivio\, filmati di famiglia e testimonianze che raccontano il suo rapporto con l’infanzia\, la memoria\, l’arte e la Sardegna. \nAl termine della proiezione è previsto un incontro con la regista Vittoria Soddu. \nL’ingresso è gratuito. \n\nDi cosa parla Una die de pitzinnia?\nIl titolo significa “una giornata d’infanzia” e richiama una dimensione che\, per Costantino Nivola\, rappresentava uno dei momenti più liberi\, creativi e inventivi della vita. Il film parte proprio da questo concetto per ricostruire un ritratto dell’artista attraverso immagini private e materiali poco conosciuti. \nTra questi emergono filmati di famiglia realizzati nei primi anni Cinquanta nel giardino di Nivola a Long Island e immagini girate durante il suo primo ritorno a Orani dopo la guerra. La dimensione privata diventa così uno strumento per leggere la sua ricerca artistica e il rapporto mai interrotto con la Sardegna. \n\nChi era Costantino Nivola?\nCostantino Nivola è stato uno degli artisti sardi più significativi del Novecento. Il film non propone però un ritratto biografico tradizionale. \nA raccontarlo sono soprattutto le voci di familiari e amici\, che ricostruiscono il suo universo umano e creativo attraverso ricordi\, relazioni e frammenti di vita. Ne emerge una figura profondamente legata alla propria terra d’origine ma\, allo stesso tempo\, capace di sviluppare una ricerca artistica aperta al confronto internazionale. \n\nIl film utilizza materiali d’archivio e filmati di famiglia\n“Una die de pitzinnia” utilizza l’archivio non soltanto come documento storico\, ma come parte integrante del linguaggio cinematografico. \nI filmati privati permettono infatti di osservare Costantino Nivola lontano dalla dimensione pubblica dell’artista\, restituendo frammenti di quotidianità\, affetti e luoghi che contribuiscono a costruirne l’identità. \nAttraverso queste immagini\, il confine tra memoria personale e memoria collettiva diventa sempre più sottile. Il viaggio tra Long Island e Orani assume così anche il significato di un percorso tra due mondi che hanno segnato profondamente la vita e l’opera dell’artista. \nChi è Vittoria Soddu?\nVittoria Soddu è un’artista audiovisiva la cui ricerca attraversa cinema\, archivio e installazione. Le sue opere sono state presentate in differenti istituzioni culturali\, tra cui il Fondo Regionale d’Arte Contemporanea (FRAC) di Dunkerque\, la Casa degli Artisti di Milano\, il Museo d’Arte della Provincia di Nuoro (MAN) e il Museo Nivola. \nNel 2018 ha fondato con Giorgia Cadeddu il collettivo STUDIOLANDA\, che per “Una die de pitzinnia” firma scrittura\, suono e montaggio. \nLa fotografia è invece di Riccardo Locci.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Doppia Pupilla\, identità\, Sardegna e Grazia Deledda
DESCRIPTION:Venerdì 13 novembre 2026\, alle ore 18:45\, il Cine Teatro Centrale di Carbonia ospita Doppia Pupilla\, film di Alessandra Atzori e Milena Tipaldo del Collettivo MIRA\, inserito nella sezione Spazio Sardegna del Carbonia Film Festival. \nRealizzato in Italia nel 2025 e della durata di 30 minuti\, il film affronta il tema della partenza dalla Sardegna e della ricerca della propria identità attraverso un dialogo contemporaneo con l’opera di Grazia Deledda. \nCinque giovani si incontrano a Nuoro seguendo le tracce di Cosima\, il romanzo autobiografico nel quale Grazia Deledda racconta il proprio percorso personale e artistico\, le difficoltà incontrate e la necessità di lasciare l’isola per costruire una propria strada. \nPartendo dalla vicenda della scrittrice sarda\, Doppia Pupilla mette in relazione generazioni ed epoche differenti e pone una domanda ancora attuale: che cosa significa lasciare la propria terra per cercare altrove il proprio futuro senza perdere il legame con le proprie origini? \n \nIl film diventa così una riflessione sulla Sardegna\, sull’identità\, sul desiderio di realizzazione personale e sul rapporto spesso complesso tra appartenenza e necessità di partire. \nIl progetto è firmato dal Collettivo MIRA\, fondato nel 2015 da Alessandra Atzori e Milena Tipaldo\, entrambe formatesi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino. La loro ricerca artistica è dedicata alla sperimentazione visiva e alla cultura intesa come patrimonio condiviso e strumento di conoscenza. \nAl termine della proiezione è previsto un incontro con la regista Alessandra Atzori\, che permetterà al pubblico di approfondire il processo creativo e i temi affrontati nel film.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Idda\, il film di Irene Dionisio
DESCRIPTION:Venerdì 13 novembre 2026\, alle ore 21.00\, il Cine Teatro Centrale di Carbonia ospita “Idda” di Irene Dionisio\, film italiano della durata di 92 minuti\, presentato in concorso al Carbonia Film Festival 2026 – CFF11. \nIl film racconta il ricongiungimento di due amiche d’infanzia che decidono di affrontare insieme l’ascesa dell’Etna. Il cammino lungo le pendici del vulcano diventa progressivamente un percorso interiore\, fatto di memoria\, confronto e riscoperta del proprio legame. \nAl termine della proiezione è previsto un incontro con la regista Irene Dionisio. \n\nDi cosa parla Idda?\n“Idda” parte da un gesto semplice: due donne che si ritrovano dopo il tempo e la distanza e decidono di camminare insieme. La loro meta è l’Etna. Ma l’ascesa non è soltanto geografica. Il percorso diventa uno spazio in cui riaffiorano ricordi\, domande\, tensioni e sentimenti rimasti sospesi\, mentre il rapporto tra le due protagoniste si confronta con ciò che sono diventate. \nIl paesaggio accompagna questa trasformazione e diventa parte integrante del racconto. \nPerché il film si intitola Idda?\n“Idda” richiama il modo in cui l’Etna viene percepito e nominato come una presenza femminile. Il vulcano non è soltanto lo sfondo della storia\, ma una figura viva\, potente e mutevole. \nLa sua natura diventa uno specchio simbolico del percorso delle protagoniste e della loro riflessione sulla femminilità. Il film costruisce così un legame continuo tra corpo\, territorio e identità. \n\nChi è Irene Dionisio?\nIrene Dionisio è regista e artista visiva. Il suo percorso attraversa cinema e ricerca artistica\, con particolare attenzione ai rapporti tra individui\, società e territori. Tra i suoi lavori precedenti figura “Le ultime cose”\, presentato nel 2017 alla Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia e vincitore del Nastro d’Argento. \nCon “Idda”\, Dionisio torna a lavorare sul rapporto tra esperienza personale\, identità e spazio\, costruendo un racconto in cui il paesaggio ha un ruolo determinante. “Idda” ha avuto la sua anteprima mondiale al Toronto International Film Festival. \nSuccessivamente è stato presentato in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma\, all’interno della sezione Alice nella Città. \nLa presenza al Carbonia Film Festival 2026 porta ora il film nel Concorso CFF11.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Interzone Machine\, musica elettronica e videoanimazione con Tommaso Buldini
DESCRIPTION:Venerdì 13 novembre 2026\, alle ore 23.00\, Piazza Roma a Carbonia ospita “Interzone Machine”\, la live performance di Tommaso Buldini inserita nel programma del Carbonia Film Festival 2026. \nSi tratta di uno spettacolo che unisce musica elettronica dal vivo\, pittura\, videoanimazione e narrazione visiva\, trasformando Piazza Roma in uno spazio immersivo popolato dalle creature immaginate dall’artista. La performance è confermata anche nel programma del festival\, che descrive Interzone come uno spettacolo elettronico\, onirico e psichedelico accompagnato dalle animazioni di Buldini. \n\nChe cos’è Interzone Machine?\n“Interzone Machine” è una performance audiovisiva nella quale il suono elettronico e le immagini animate vengono costruiti come parti dello stesso racconto. Durante il live set di Tommaso Buldini\, i personaggi nati dalla sua ricerca pittorica prendono vita attraverso le proiezioni e accompagnano poesie\, frammenti narrativi e storie volutamente stranianti. \nIl risultato è un’esperienza che si muove tra concerto\, videoarte e performance\, con un linguaggio visionario che attraversa dimensioni oniriche\, psichedeliche e talvolta ossessive. \nInterzone è una performance audiovisiva\nIn “Interzone Machine” la musica non è un semplice accompagnamento alle immagini e le animazioni non svolgono una funzione decorativa. I due linguaggi procedono insieme. \nIl ritmo elettronico modifica la percezione delle immagini\, mentre i personaggi animati sembrano reagire al suono e costruire un universo autonomo. È proprio questa fusione tra dimensione sonora e visiva a rendere Interzone un progetto diverso dal tradizionale concerto. \n\nChi è Tommaso Buldini?\nTommaso Buldini è pittore\, artista visivo e videoanimatore\, con un percorso espositivo sviluppato anche in contesti internazionali. Nel Carbonia Film Festival 2026 il suo immaginario ha inoltre un ruolo particolarmente importante: il festival lo ha scelto per interpretare visivamente Carbonia e il suo rapporto con il cinema attraverso un linguaggio fantastico\, psichedelico e legato all’immaginario sotterraneo della città mineraria. \nBuldini ha lavorato anche con ColapesceDimartino e Carmen Consoli al videoclip animato di “Luna Araba”. Il video vinse nel 2020 il Premio Italiano Videoclip Indipendente (PIVI) come miglior videoclip indipendente.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: mostra fotografica - Sguardi plurali sull'Italia plurale
DESCRIPTION:Il Museo del Carbone nella Grande Miniera di Serbariu a Carbonia ospita la mostra fotografica “Sguardi plurali sull’Italia plurale”\, progetto dedicato alla rappresentazione dell’Italia contemporanea attraverso lo sguardo di giovani fotografi e fotografe con retroterra migratorio. \nLa mostra rientra nel programma del Carbonia Film Festival 2026\, in calendario dall’11 al 15 novembre\, e la mostra fotografica sarà visitabile gratuitamente fino a mercoledì 18 novembre 2026. \nIl progetto è curato dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna\, insieme al centro di ricerca MemoryLab\, FIERI Torino\, Centro Servizi Culturali Carbonia-Iglesias della Società Umanitaria e ARCI nazionale. \n\nChe cos’è Sguardi plurali sull’Italia plurale?\n“Sguardi plurali sull’Italia plurale” nasce dalla constatazione che l’Italia è già oggi un Paese profondamente composito\, attraversato da storie\, origini\, culture e percorsi differenti. Nonostante questa realtà\, le rappresentazioni istituzionali e culturali continuano spesso a proporre immagini rigide\, semplificate o stereotipate dell’identità italiana. \nLa mostra nasce proprio per mettere in discussione questa narrazione. Attraverso il lavoro di 23 fotografi e fotografe under 35 con retroterra migratorio\, la fotografia diventa uno strumento di autorappresentazione\, testimonianza e costruzione di nuovi immaginari. \n\nCosa raccontano le fotografie in mostra?\nI lavori esposti attraversano linguaggi diversi\, dal reportage fotografico alla ricerca visiva\, fino all’esplorazione di archivi personali e collettivi. Il punto di partenza è il vissuto individuale\, che attraverso le immagini si trasforma in qualcosa di più ampio: memoria condivisa\, racconto sociale e testimonianza dell’Italia contemporanea. Le fotografie interrogano il modo in cui identità\, appartenenza\, memoria e rappresentazione vengono costruite. Ogni progetto propone un punto di vista differente\, contribuendo a restituire un’immagine dell’Italia più complessa\, stratificata e aderente alla società reale. \n\nChi partecipa all’inaugurazione della mostra?\nL’inaugurazione dell’11 novembre vedrà la partecipazione di Ariman Scriba\, vincitrice del concorso 2026\, e di Pietro Cingolani\, ideatore e curatore del progetto. L’incontro offrirà l’occasione per approfondire il percorso che ha portato alla nascita di “Sguardi plurali”\, il rapporto tra fotografia e identità e il ruolo delle immagini nella costruzione della memoria collettiva. \nSguardi plurali e Carbonia Film Festival 2026\nLa mostra si inserisce nel programma del Carbonia Film Festival 2026\, ampliando la riflessione del festival oltre il cinema e mettendo in relazione immagine\, società\, memoria e trasformazioni culturali. \nLa scelta del Museo del Carbone e della Grande Miniera di Serbariu aggiunge inoltre un elemento significativo: un luogo fortemente legato alla memoria del lavoro\, delle migrazioni interne e della storia sociale di Carbonia ospita oggi una mostra dedicata alle nuove forme di identità e appartenenza. \n\nQuando visitare Sguardi plurali sull’Italia plurale a Carbonia?\nLa mostra sarà inaugurata mercoledì 11 novembre 2026 alle ore 18.00 al Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu. \nSarà visitabile gratuitamente dall’11 al 18 novembre 2026\, con chiusura lunedì 16 novembre. \nGli orari di apertura sono dalle ore 10.00 alle ore 17.00. \nIngresso gratuito
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Little Palestine\, Diary of a Siege
DESCRIPTION:Sabato 14 novembre 2026\, alle ore 16.00\, il Cine Teatro Centrale di Carbonia ospita “Little Palestine\, Diary of a Siege” di Abdallah Alkhatib\, documentario del 2021 prodotto tra Libano\, Francia e Qatar\, della durata di 89 minuti. \nLa proiezione rientra nel programma del Carbonia Film Festival 2026 e sarà seguita da un incontro con il regista Abdallah Alkhatib. \nIl film racconta dall’interno la vita nel distretto di Yarmouk\, a Damasco\, durante gli anni dell’assedio\, attraverso immagini girate dallo stesso Alkhatib tra il 2011 e il 2015. \n\nDi cosa parla Little Palestine\, Diary of a Siege?\n“Little Palestine\, Diary of a Siege” racconta la vita quotidiana all’interno di Yarmouk\, storico distretto palestinese di Damasco. Dal 1957 al 2018 Yarmouk ha ospitato una delle più grandi comunità di rifugiati palestinesi al mondo. \nCon l’esplodere del conflitto siriano\, il quartiere viene progressivamente isolato e nel 2013 sottoposto a un duro assedio che priva la popolazione di beni essenziali e libertà di movimento. Abdallah Alkhatib\, che in quegli anni vive all’interno del campo\, decide di usare la telecamera per documentare ciò che accade. \nUn diario filmato dall’interno dell’assedio\nIl valore del film nasce dalla posizione del regista. Alkhatib non osserva Yarmouk dall’esterno: filma la propria comunità\, le persone con cui vive e le conseguenze concrete dell’assedio sulla vita quotidiana. \nLe immagini mostrano fame\, paura e distruzione\, ma anche la capacità della popolazione di continuare a costruire relazioni\, aiutarsi e mantenere forme di vita collettiva. La telecamera diventa così uno strumento di testimonianza. \n\nCome reagisce la comunità di Yarmouk?\nUno degli aspetti centrali di “Little Palestine” è il racconto della resistenza quotidiana. Alla mancanza di cibo e alla violenza dell’assedio\, la comunità risponde attraverso solidarietà\, musica\, studio e sostegno reciproco. \nTra le figure più significative emerge la madre del regista\, che sceglie di diventare infermiera per assistere gli anziani del campo. Il film evita quindi di ridurre gli abitanti di Yarmouk a vittime passive e restituisce invece la complessità di una comunità che cerca di mantenere dignità\, relazioni e capacità di scelta anche in condizioni estreme. \n\nLittle Palestine è un documentario importante\nIl film assume un valore particolare perché conserva immagini girate direttamente durante gli anni dell’assedio. La dimensione personale del diario si intreccia con quella storica e politica\, trasformando il racconto individuale in una testimonianza collettiva. \n“Little Palestine\, Diary of a Siege” mostra come il documentario possa diventare memoria\, archivio e strumento di testimonianza. Non racconta soltanto ciò che accade\, ma registra anche gesti\, voci e relazioni che altrimenti rischierebbero di scomparire. \nChi è Abdallah Alkhatib?\nAbdallah Alkhatib\, nato a Damasco nel 1989\, è regista\, scrittore e attivista per i diritti umani. “Little Palestine\, Diary of a Siege” è il suo film d’esordio. \nIl documentario è stato presentato nella selezione ufficiale del festival Visions du Réel nel 2021 e ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Alkhatib è stato inoltre nominato Peace Maker of the Year nel 2014 da Greenpeace Germania e ha ricevuto un premio svedese per i diritti umani nel 2016.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Balcanica\, film di Nicola Sorcinelli sulla fuga dall'Afghanistan
DESCRIPTION:Sabato 14 novembre 2026\, alle ore 18.00\, il Cine Teatro Centrale di Carbonia ospita “Balcanica” di Nicola Sorcinelli\, film in concorso al Carbonia Film Festival 2026 – CFF11. \nUna storia di fuga\, speranza e resistenza che attraversa Afghanistan\, Balcani ed Europa seguendo il viaggio di un padre e di un figlio costretti ad abbandonare il proprio Paese dopo che la musica viene proibita. \nAl termine della proiezione è previsto un incontro con il regista Nicola Sorcinelli. \n\nDi cosa parla Balcanica?\nIl protagonista di “Balcanica” è Nazar\, un direttore d’orchestra afghano\, costretto a lasciare il proprio Paese insieme al figlio Jalil quando la musica viene proibita. Per entrambi inizia un lungo viaggio verso l’Italia lungo la rotta balcanica\, uno dei principali percorsi migratori che collegano l’Asia e il Medio Oriente all’Europa. \nIl viaggio non è soltanto geografico. Nazar e Jalil devono confrontarsi con la perdita della propria casa\, con l’incertezza del futuro e con decisioni capaci di modificare profondamente il loro rapporto. \nPerché la musica è così importante in Balcanica\nIn “Balcanica” la musica non rappresenta semplicemente una professione o una passione personale. Per Nazar è una forma di identità\, libertà e resistenza. Quando la possibilità stessa di fare musica viene cancellata\, partire diventa anche un modo per difendere una parte essenziale della propria vita. \nLa musica accompagna quindi idealmente tutto il viaggio e diventa uno degli elementi attraverso cui il film affronta il rapporto tra libertà individuale\, repressione e dignità umana. \n\nChe ruolo ha la rotta balcanica nel film?\nLa rotta balcanica costituisce il grande spazio fisico e simbolico nel quale si sviluppa il racconto. Nazar e Jalil attraversano territori e confini nel tentativo di raggiungere l’Italia. \nIl viaggio permette al film di raccontare non soltanto la condizione dei protagonisti\, ma anche la fragilità di chi è costretto ad abbandonare improvvisamente la propria vita e affidarsi a un percorso incerto. La fuga diventa così un confronto continuo tra paura e speranza. \n\nChi è Greta in Balcanica\nDurante il viaggio Nazar e Jalil incontrano Greta\, una dottoressa italiana. Il rapporto con lei introduce nella storia una nuova prospettiva e obbliga i protagonisti a confrontarsi con scelte destinate a incidere profondamente sul loro futuro. \nL’incontro trasforma progressivamente il viaggio in qualcosa di più complesso di una semplice fuga: diventa uno spazio nel quale responsabilità\, solidarietà e desiderio di ricominciare si intrecciano. \nChi è Nicola Sorcinelli\nNicola Sorcinelli è un regista italiano che ha sviluppato negli anni un percorso cinematografico legato soprattutto al cortometraggio e al racconto sociale. Ha vinto il Nastro d’Argento con “Moby Dick” ed è autore\, tra gli altri\, di “Ape Regina”\, realizzato con EMERGENCY\, e “La confessione”\, entrato nella cinquina dei David di Donatello 2025. \nCon “Balcanica” affronta una storia internazionale che intreccia musica\, migrazione\, identità e libertà. “Balcanica” è stato presentato in anteprima mondiale all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia\, nella sezione Giornate degli Autori. \nIl film ha ottenuto il Premio del Pubblico e il Premio Carlo Lizzani. \nIl passaggio al Carbonia Film Festival porta ora il film nel Concorso CFF11.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: Amoramnesia\, videomapping e musica dal vivo in Piazza Roma
DESCRIPTION:Piazza Roma a Carbonia ospita “Amoramnesia” \, installazione audiovisiva con sonorizzazione dal vivo di Giorgio Ferrero \, realizzata in collaborazione con Rodolfo Mongitore alle musiche e Carlo Cagnasso al video. \nL’opera\, prodotta da MYBOSSWAS \, viene presentata nell’ambito del Carbonia Film Festival 2026 \, in programma dall’11 al 15 novembre. \n“Amoramnesia” trasformerà la facciata del Cine Teatro Centrale di Carbonia in una grande superficie narrativa attraverso immagini provenienti dagli archivi della Società Umanitaria \, sequenze cinematografiche storiche\, elaborazioni visive e musica dal vivo. \nL’ingresso è gratuito. \n\nChe cos’è Amoramnesia\n“Amoramnesia” è un’installazione audiovisiva che riflette sul rapporto tra amore\, memoria\, assenza e cinema . Il punto di partenza è una domanda semplice e universale: \n“Che è l’amore?” \nÈ la domanda pronunciata dal personaggio interpretato da Eleonora Duse in “Cenere” \, il suo unico film\, tratto dall’opera di Grazia Deledda . Da questa domanda nasce un percorso visivo e sonoro che utilizza il cinema d’archivio per interrogarsi sulla natura dei sentimenti e sulla loro inevitabile trasformazione nel tempo. \n\nPerché Amoramnesia parla di memoria e cinema?\nIl cuore dell’opera è il rapporto tra memoria e immagine cinematografica. Il cinema nasce dalla possibilità di registrare e conservare qualcosa che\, nel momento stesso in cui viene filmato\, appartiene già al passato. \n“Amoramnesia” lavora su questo paradosso: ogni fotogramma conserva una presenza qualcosa\, ma nello stesso tempo testimonia che non è più presente . Le immagini vengono quindi rallentate\, frammentate\, dilatate e ricomposte\, trasformando materiali storici in una nuova esperienza visiva. La memoria non appare come qualcosa di stabile\, ma come un processo in continua trasformazione. \n\nQuali film vengono utilizzati nell’installazione?\nL’opera rielabora sequenze provenienti da film storici conservati negli archivi della Società Umanitaria . Tra i titoli richiamati figurano “Cenere” e “Cainà” . \nLe immagini originali vengono però sottratte alla loro forma tradizionale e trasformate attraverso il videomapping. Proiettate sulla facciata del Cine Teatro Centrale\, assumono nuove dimensioni e nuovi significati\, diventando parte dell’architettura di Piazza Roma. \nCome funziona il videomapping di Amoramnesia?\nL’opera utilizza la facciata del Cine Teatro Centrale di Carbonia come superficie di proiezione. Le immagini vengono adattate all’architettura dell’edificio\, creando un dialogo tra cinema e spazio urbano. \nFotogrammi\, figure e sequenze storiche modificano temporaneamente la percezione della facciata\, trasformandola in una grande installazione visiva. La sonorizzazione dal vivo completa l’esperienza\, costruendo un rapporto diretto tra immagini\, spazio e suono. \nPiazza Roma diventa uno spazio cinematografico\nLa scelta di Piazza Roma \, cuore urbano di Carbonia\, contribuisce a trasformare l’evento in qualcosa che va oltre la tradizionale proiezione cinematografica. Il cinema esce dalla sala e occupa lo spazio pubblico. \nIl Cine Teatro Centrale non è più soltanto il luogo nel quale vengono proiettati i film\, ma diventa esso stesso parte dell’opera. Durante il Carbonia Film Festival\, Piazza Roma si trasforma così in un luogo nel quale architettura\, cinema\, musica e memoria possono incontrarsi. \n\nQuando vedere Amoramnesia a Carbonia?\nL’inaugurazione di “Amoramnesia” è prevista per venerdì 13 novembre 2026 alle ore 18.00 in Piazza Roma a Carbonia . L’installazione resterà successivamente visibile per tutta la durata del Carbonia Film Festival \, dall’11 al 15 novembre\, accendendosi ogni sera al calar del sole .
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: I figli della scimmia\, film di Tommaso Landucci
DESCRIPTION:Sabato 14 novembre 2026\, alle ore 21.00\, il Cine Teatro Centrale di Carbonia ospita “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci\, film italiano della durata di 110 minuti\, presentato in concorso al Carbonia Film Festival 2026 – CFF11. \nProtagonista è Riccardo Scamarcio\, al centro di un racconto familiare complesso che affronta il rapporto tra cura\, desiderio\, responsabilità e aspettative genitoriali. \nAl termine della proiezione è previsto un incontro con il regista Tommaso Landucci. \n\nDi cosa parla I figli della scimmia?\nIl protagonista\, Dario\, è un padre profondamente legato al figlio con disabilità\, del quale si prende cura quotidianamente. La sua vita cambia quando il rapporto con il nipote adolescente diventa sempre più stretto. \nIn quel ragazzo Dario inizia a vedere qualcosa che va oltre il semplice legame familiare: vi proietta infatti l’immagine del figlio che avrebbe desiderato e\, allo stesso tempo\, quella del padre che avrebbe voluto essere. Da questa sovrapposizione nasce un conflitto emotivo sempre più difficile da controllare. \nQual è il tema centrale del film\n“I figli della scimmia” indaga soprattutto il rapporto tra amore familiare e proiezione personale. Il film mostra come anche un legame costruito sulla cura possa diventare più fragile quando si intreccia con desideri rimasti inespressi\, aspettative e rimpianti. \nDario non smette di essere un padre devoto\, ma il rapporto con il nipote mette in discussione l’equilibrio con cui ha costruito la propria vita. Il film entra così in un territorio psicologico complesso\, nel quale affetto\, frustrazione e bisogno di riconoscimento convivono senza confini netti. \n\nPerché il rapporto tra Dario e il nipote diventa così importante\nIl nipote rappresenta per Dario una possibilità immaginaria. Attraverso di lui prende forma ciò che il protagonista sente di non aver potuto vivere. \nIl ragazzo diventa quindi il destinatario di aspettative che appartengono in realtà alla storia personale di Dario. È proprio questa proiezione a produrre il corto circuito emotivo che attraversa il film e che rischia di coinvolgere tutta la famiglia. \n\nChi è Tommaso Landucci?\nTommaso Landucci è regista e autore. Prima di esordire nella finzione ha lavorato anche come assistente alla regia di Luca Guadagnino e Claudio Giovannesi. \nTra i suoi lavori precedenti figura il documentario “Caveman – Il gigante nascosto”\, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e finalista ai Nastri d’Argento. \nHa inoltre diretto il cortometraggio “Tutti i giorni di pioggia”\, premiato al Bellaria Film Festival. “I figli della scimmia” rappresenta la sua opera prima di finzione. \nChe ruolo ha Riccardo Scamarcio nel film?\nRiccardo Scamarcio interpreta Dario\, il personaggio attorno al quale ruota l’intero conflitto familiare. Il suo ruolo richiede di restituire contemporaneamente dedizione\, fragilità e tensione interiore. La figura del padre viene costruita senza semplificazioni: l’amore per il figlio convive con aspettative e desideri che il rapporto con il nipote porta progressivamente alla superficie. \nDove è stato presentato I figli della scimmia?\nIl film è stato presentato in selezione ufficiale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. \nLa partecipazione al Carbonia Film Festival 2026 porta ora l’opera nel Concorso CFF11\, offrendo al pubblico di Carbonia la possibilità di vedere il film e confrontarsi direttamente con il suo autore.
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SUMMARY:Carbonia Film Festival 2026: DJ set di Nando Campesi al Caffè Im...pero
DESCRIPTION:Il Carbonia Film Festival 2026 porta la musica anche fuori dalle sale cinematografiche con una serata dedicata al vinile\, alla club culture e alla memoria musicale della città. Sabato 14 novembre alle ore 23:00\, il Caffè Im…pero di Carbonia\, conosciuto da tutti come Bar Pero\, ospita il DJ set di Nando Campesi\, protagonista di una speciale vinyl selection inserita nel programma del festival. \nPer chi vive Carbonia\, il Bar Pero è molto più di un locale. È uno dei luoghi della memoria quotidiana della città\, legato anche a una curiosa storia diventata nel tempo quasi una leggenda urbana: secondo il racconto popolare\, la caduta delle lettere “I” e “M” dall’insegna originaria avrebbe lasciato visibile soltanto la parola “Pero”\, trasformandola nel nome con cui ancora oggi il locale viene comunemente identificato. \nPer una notte questo spazio storico cambia atmosfera e diventa il punto d’incontro tra cinema\, musica e cultura urbana\, ampliando il racconto del Carbonia Film Festival oltre lo schermo. \n\nChi è Nando Campesi e che musica proporrà al Carbonia Film Festival?\nAlla consolle ci sarà Nando Campesi\, figura di riferimento della club culture del Sud Sardegna fin dai primi anni Novanta e DJ da sempre legato alla selezione esclusivamente su vinile. Il suo set attraverserà epoche e linguaggi differenti\, partendo dalle radici della black music per incontrare l’hip hop più ricercato\, la dance\, la new wave degli anni Settanta e Ottanta e alcune incursioni nella musica degli anni Novanta. \nNon sarà quindi semplicemente una serata da ballare\, ma un percorso musicale costruito attraverso dischi\, influenze e contaminazioni che hanno contribuito a definire diverse generazioni della cultura musicale contemporanea. \n\nCinema e musica si incontrano nel centro di Carbonia\nIl DJ set di Nando Campesi rappresenta anche uno degli appuntamenti attraverso cui il Carbonia Film Festival costruisce una relazione più diretta con la città. Il festival non vive soltanto nelle sale cinematografiche\, ma entra nei luoghi della quotidianità\, nelle piazze e negli spazi simbolici di Carbonia\, creando occasioni di incontro tra pubblico\, artisti\, cinema\, musica e cultura contemporanea.
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