Piazza Venezia di Cortoghiana
Piazza Venezia a Cortoghiana è il cuore urbano del villaggio minerario progettato nel 1940 dall’architetto modenese Saverio Muratori per dare alloggio alle maestranze delle miniere circostanti.
Si tratta di una grande piazza di impianto razionalista, pensata per la socialità e i servizi. Il perimetro è scandito da lunghi edifici con portici, che creano un fronte unitario e un percorso coperto trasformando lo spazio in una “sala all’aperto” del quartiere.
La piazza è un documento di storia locale. L’abitato, noto durante il Ventennio come “Villaggio Umberto”, fu inaugurato il 15 maggio 1942.
Nel dopoguerra Cortoghiana cambiò nome e prospettive economiche, ma Piazza Venezia ha conservato il ruolo di cerniera quotidiana: punto di orientamento, spazio per manifestazioni, incontri e iniziative comunitarie.
Il valore della piazza si capisce meglio guardando l’impianto complessivo: Cortoghiana nasce con una struttura ordinata e funzionale, tipica dell’urbanistica razionalista, in cui strade e isolati conducono al grande spazio centrale. Dal punto di vista progettuale, però, Piazza Venezia racconta anche ciò che non venne completato: le fonti indicano che il disegno originario era più articolato di quanto realizzato, con un’ulteriore estensione verso ovest, un cinema a chiusura e, al centro, un fabbricato rettangolare porticato indicato in alcune tavole come municipio. Le modifiche successive – compresa l’edificazione, nel secondo dopoguerra, della chiesa del Sacro Cuore di Gesù nel contesto della piazza – hanno aggiornato le funzioni senza annullare l’impianto: ancora oggi, nella regolarità dei portici, si legge l’idea originaria di una comunità costruita attorno al lavoro e a un grande spazio condiviso.

