Rotta Architettura
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Rotta Architettura
A Carbonia, l’architettura è tra le strade della città.
Passeggiando per Carbonia, sembra di trovarsi in un museo diffuso, dove ogni strada, piazza e edificio racconta un pezzo di storia. Il suo patrimonio urbanistico e architettonico è unico, e si inserisce perfettamente in un itinerario di vacanze nel Sulcis Iglesiente, ricco di cultura e scoperta. Carbonia fa parte della rotta ATRIUM–Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory, un progetto che promuove il turismo culturale legato all’eredità urbana e architettonica dei regimi totalitari del XX secolo. Questo circuito internazionale rende Carbonia una tappa imperdibile per chi ama unire la passione per l’architettura alla curiosità di esplorare il passato.
Dalla storica Piazza Roma, cuore pulsante della città, ai suggestivi Portici delle Poste, il centro urbano è un invito a perdersi tra le strade e a lasciarsi affascinare dalla sua identità architettonica. Lungo il percorso, non mancano riferimenti simbolici alla storia mineraria della città, come i “grandi totem” che rievocano il ferro utilizzato nelle miniere.



Simbolo della città e punto di riferimento per residenti e visitatori, Piazza Roma è un luogo che unisce passato e presente. Al centro si erge l’imponente torre dell’orologio, un’icona dell’epoca fascista che ha segnato la fondazione di Carbonia nel 1938. La piazza è oggi un luogo di incontro e condivisione, ideale per iniziare un itinerario che si snoda tra le meraviglie della città. Una sosta in Piazza Roma è un’ottima occasione per respirare l’atmosfera autentica di Carbonia e apprezzare la sua architettura unica.

La Torre Littoria (oggi Torre civica) di Carbonia è un edificio simbolo del centro storico, nato nel 1938 per volontà di Benito Mussolini e legato all’immagine di forza del regime fascista. Alta 27,50 metri, venne costruita in soli 150 giorni e si sviluppa su cinque piani.
Al piano terra si trova il Sacrario dedicato ai martiri fascisti, con insegne e cimeli del periodo, e un bassorilievo marmoreo dello scultore Crocetti: al centro la Vittoria e, intorno, le allegorie di Lavoro, Famiglia, Milizia e Organizzazioni del Regime.
Al primo piano c’è il Direttorio, con balcone affacciato su Piazza Roma, da cui Mussolini inaugurò la città il 18 dicembre 1938; gli altri piani ospitavano gli uffici del Fascio.
Dopo la caduta del fascismo, la Torre ha perso la funzione politica originaria ed è stata riconvertita: oggi ospita uffici comunali, restando una testimonianza storica e una delle principali attrazioni architettoniche di Carbonia.

Adiacente a Piazza Roma, il Dopolavoro Cine-Teatro è uno degli edifici simbolo della città. Originariamente concepito come spazio per attività ricreative e culturali, questo complesso rappresentava il cuore della vita sociale di Carbonia durante i primi decenni della sua esistenza. Oggi, il Dopolavoro è stato trasformato in un centro servizi e un polo polifunzionale, mantenendo però viva la memoria della sua funzione originaria. È un esempio di come Carbonia sia riuscita a coniugare la conservazione del passato con l’adattamento alle esigenze moderne, rendendolo una tappa interessante da visitare.

Villa Sulcis è una delle architetture simbolo della Carbonia di fondazione: costruita alla fine degli anni Trenta come residenza di servizio del Direttore delle miniere, è progettata dall’architetto Eugenio Montuori in stile razionalista e collocata in un parco centrale, a sottolineare il vertice della gerarchia aziendale e sociale della città-miniera.
Dal 1988 ospita il Museo Archeologico di Villa Sulcis, ampliato e rinnovato nel 2008, mantenendo un ruolo centrale nella vita culturale cittadina.
Il Museo di Villa Sulcis è il fulcro del Sistema Museale di Carbonia e segue l’intera filiera dei beni culturali, dallo scavo alla divulgazione. Espone reperti che ricostruiscono la storia del Sulcis, dalle più antiche presenze umane (Su Carroppu) alle testimonianze fenicie e puniche (Monte Sirai, Sulky, Bitia), fino alla fase nuragica e ai periodi successivi, compresa l’età romana.

Il Quartiere Lotto B di Carbonia, nato negli anni Quaranta come quartiere-dormitorio per gli operai arrivati in città per lavorare nelle miniere. In questo contesto prese forma la Chiesetta operaia, punto di riferimento religioso e comunitario del quartiere Rosmarino.
La cappella venne avviata nel 1947 grazie a Don Vito Sguotti: la piccola chiesa progettata dall’architetto Granata, con campanile “a vela” e arredi essenziali.
Il Quartiere Lotto B, riconoscibile per le abitazioni semplici in mattoni a vista fu segnato da condizioni di vita talvolta anche precarie. Collocato ai piedi del colle Rosmarino, restò centrale per la manodopera fino al 1943, quando molti operai furono spostati negli alberghi operai e gli edifici vennero convertiti in presidi militari.

Il Centro Intermodale Stazione, situato nella zona di Serbariu, rappresenta un punto nevralgico per i collegamenti urbani ed extraurbani di Carbonia. Questa struttura non è solo una moderna stazione, ma anche un simbolo dell’evoluzione del sistema dei trasporti sardi, che ha saputo adattarsi alle necessità contemporanee pur mantenendo un legame con la storia locale.
Durante il tuo soggiorno nel Sulcis Iglesiente, il Centro Intermodale può essere il punto di partenza per esplorare altre meraviglie della regione, rendendo più comodo e sostenibile il tuo viaggio.

Piazza Venezia è il principale spazio urbano di Cortoghiana, villaggio minerario progettato nel 1940 dall’architetto Saverio Muratori per ospitare le maestranze delle miniere della zona.
È una grande piazza di impianto razionalista, pensata come luogo di socialità e di servizi, definita da lunghi edifici con portici che creano un fronte continuo e un percorso coperto, trasformandola in una sorta di “sala all’aperto” del quartiere.
La piazza è testimonianza della storia locale: l’abitato, chiamato durante il Ventennio “Villaggio Umberto” nel dopoguerra Cortoghiana cambiò nome e scenario economico, ma Piazza Venezia ha mantenuto il ruolo di centro di riferimento per incontri, manifestazioni e vita comunitaria.

Bacu Abis, oggi frazione di Carbonia, nasce come villaggio operaio legato allo sfruttamento del carbone e, negli anni Trenta, diventa un esempio significativo di urbanistica razionale.
Il nucleo più antico è connesso alle attività estrattive già nel XIX secolo. Tra il 1936 e il 1938 l’abitato viene riorganizzato su progetto attribuito a Gustavo Pulitzer-Finali. Dal 1937 Bacu Abis viene inglobata nella nuova Carbonia e dotata di servizi comunali decentrati.
Il fulcro più rappresentativo è il sistema di piazze e slarghi su cui si affacciano luoghi della vita collettiva come dopolavoro e cineteatro, spaccio e Casa del Fascio, in rapporto diretto con la Chiesa di Santa Barbara, patrona dei minatori con navata unica, grande oculo in facciata, pietrame a vista, portico continuo e campanile quadrangolare, che univa quotidianità e rappresentazione del potere nello spazio pubblico.

