Teatro Carbonia: Le Maschere, il Balletto del Sud celebra il Carnevale
Sabato 30 gennaio 2027, alle ore 20.30, il Teatro Centrale di Carbonia ospita “Le Maschere”, spettacolo della Compagnia Balletto del Sud con le coreografie di Fredy Franzutti.
La serata propone un viaggio nella tradizione della maschera attraverso il balletto, la musica e la storia dello spettacolo europeo, con un programma che intreccia repertorio classico, rielaborazioni coreografiche e nuove creazioni.
Le musiche comprendono composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart, Cesare Pugni, Riccardo Drigo, Johannes Brahms e Gioachino Rossini, in un percorso che richiama l’atmosfera del Carnevale e il fascino delle feste in maschera.
Di cosa parla Le Maschere del Balletto del Sud?
“Le Maschere” nasce come una vera e propria serata in maschera dedicata al Carnevale, ma sviluppa anche una ricerca più ampia sul ruolo della maschera nella storia del balletto e della cultura europea. La maschera, presente fin dall’antichità, ha conosciuto una particolare fortuna a partire dal Settecento e ha continuato a influenzare teatro, danza, arti figurative e costume soprattutto tra Ottocento e Novecento.
Il coreografo Fredy Franzutti costruisce lo spettacolo come un percorso di riscoperta, riunendo celebri pagine del repertorio coreutico e nuove invenzioni ispirate al tema della maschera, del travestimento e della festa. Ne nasce una successione di quadri nei quali personaggi, musica e danza rievocano atmosfere eleganti, ironiche e fantastiche, restituendo al pubblico il fascino di una tradizione che ha attraversato secoli di storia europea.
Perché la maschera è così importante nella storia del balletto?
Tra il XIX e il XX secolo maschere, statuine e oggetti decorativi legati alla Commedia dell’Arte e alle feste mascherate diventarono molto popolari nelle case aristocratiche e borghesi europee. Porcellane di Capodimonte, manifatture di Meissen, piccoli gruppi scultorei e figure ispirate ad Arlecchino, Colombina e agli altri personaggi della tradizione contribuirono a diffondere un gusto che influenzò anche il teatro e la danza.
Nel primo Novecento questa fascinazione proseguì attraverso il Liberty e successivamente l’Art Déco, trovando espressione anche nelle arti decorative e nelle celebri statuine prodotte da Lenci. Coreografi come Marius Petipa e Michel Fokine attinsero direttamente a questo immaginario, trasformando maschere e feste in maschera in materia coreografica.
Quali balletti vengono presentati nello spettacolo Le Maschere?
Il programma comprende importanti pagine della storia del balletto. Tra queste figura Harlequinade, conosciuto anche come Les Millions d’Arlequin, creato da Marius Petipa nel 1900 a San Pietroburgo su musica dell’italiano Riccardo Drigo. Il balletto ebbe un successo straordinario e una delle melodie composte da Drigo divenne successivamente una popolare serenata resa celebre anche da Beniamino Gigli.
Sempre di Petipa è Il Carnevale di Venezia, passo a due creato nel 1859 su musica di Cesare Pugni per la ballerina italiana Amalia Ferraris e successivamente inserito nel balletto Satanella – Le diable amoureux. Un altro momento centrale della serata è Carnaval di Michel Fokine, balletto in un atto creato in Russia nel 1910 sulla suite per pianoforte Op. 9 di Robert Schumann.
L’opera divenne rapidamente celebre grazie anche alle rappresentazioni dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev, con interpreti come Lydia Lopokova e Vaslav Nijinskij.
I costumi di Carnaval e il legame con Carla Fracci
Particolare importanza hanno anche i costumi di “Carnaval”, originariamente disegnati da Léon Bakst. Le ricostruzioni utilizzate dal Balletto del Sud sono legate alla collaborazione e alla memoria artistica di Carla Fracci e Beppe Menegatti, che donarono a Fredy Franzutti un volume contenente gli schizzi originali utilizzati per la ripresa del balletto realizzata a Verona nel 1996.
Questo contributo rappresenta un importante elemento di continuità tra la tradizione storica del balletto e il lavoro di recupero portato avanti dalla compagnia. The Fairy Doll e La morisca: altri gioielli del repertorio
Tra gli altri quadri presenti nello spettacolo figura The Fairy Doll – Die Puppenfee, nella versione coreografata per il Teatro dell’Ermitage di San Pietroburgo nel 1903 dai fratelli Nikolaj e Sergej Legat, su musiche di Josef Bayer. La storia prende ispirazione dallo stesso universo fantastico di E.T.A. Hoffmann che aveva già influenzato Coppélia di Saint-Léon e Delibes.
Il programma comprende inoltre La morisca, una Cachucha creata nel 1836 per Fanny Elssler, una delle grandi protagoniste della danza romantica. Anche in questo caso emerge un legame diretto con Carla Fracci: i passi della Cachucha furono infatti trasmessi a Fredy Franzutti dalla grande étoile italiana, che li aveva studiati per interpretare Fanny Elssler nel film “Le ballerine” del 1987.
Un viaggio tra repertorio classico e nuove coreografie
Accanto alle grandi pagine del repertorio storico, “Le Maschere” presenta anche diverse creazioni di Fredy Franzutti, alcune delle quali concepite appositamente attorno al tema della maschera e della festa in maschera. Il risultato è uno spettacolo che alterna memoria, ricostruzione e invenzione, permettendo al pubblico di attraversare differenti epoche della danza europea senza rinunciare alla leggerezza e alla dimensione festosa del Carnevale.

